Tumblr Mouse Cursors
L'ancora di tutti. Il mare di nessuno. Untitled Document
" Ho conosciuto la felicità nello stesso istante in cui mi hai detto il tuo nome. "
" A volte… Le persone fanno cose che non possono spiegare; cose di cui si pentono. Ma lo fanno per amore. "
Anonymous: All'asilo il mio migliore amico mi aveva promesso che a 22 anni mi avrebbe chiesta in moglie. Siamo stati divisi per tre anni, rassegnati alle scelte del destino, lui in America, io a Milano. È il mio compleanno, esco per andare all'università, giro l'angolo per fare colazione nel solito bar e distrattamente chiedo il solito. Ma quando alzo gli occhi sul piattino non c'è una tazzina, ma una scatola chiusa. Il cameriere la apre e dice: te l'avevo detto, a 22 anni ti avrei chiesto di sposarmi.

-vorreisolosparire:

fossilbird:

potrei piangere, è una delle cose più belle che io abbia letto.

Mi da tanto di cazzata ma vabbe…

E dopo non averlo visto per cosi tanto tempo e da quanto ho capito senza mai esserci stata insieme sta qua ha accettato?!

"

La guardavo, ma non sapevo che sarebbe finita così.

"Guardalo, sembra l’amico di Robin Hood" dissi indicando una persona. Era il 3 settembre, esattamente un anno fa, faceva freddo e indossavamo le felpe.

Il suo sguardo lentamente passò sull’uomo che stava camminando, solo e con una borsa della spesa in mano.

"Non dire così… Però è vero, c’assomiglia un sacco" appena il suo sguardo tornò sul mio, iniziò a ridere.

Aveva una risata strana, non di quelle finte o quelle che fai giusto perché non sai cosa rispondere alla battuta di un amico, forse non si può definire nemmeno risata la sua, perché grugniva.

Iniziò a grugnire e io cominciai a ridere, non più per il vecchio signore, ma per i suoi versi.

Quando smise, appoggiò la testa sulle mie spalle e m’abbracciò

"Come stai oggi?" Chiesi a lei mentre le sue labbra sfioravano il mio collo e il suo respiro caldo toccava dolcemente la pelle.

"Un po meglio, però è tutto così strano. Secondo me, non ha senso che tu stia qui con me.." Si fece seria e aggiunse "Dovremmo lasciarci, non trovi?" Disse con occhi tristi, ma seri.

"Perché dovremmo?" Chiesi io, con aria tranquilla.

Sapevo che lei non stava scherzando e che avrebbe veramente voluto che finisse tra noi, ma sapevo anche, che se l’avessi fatto, sarebbe crollata.

"Lo sai del perché dovremmo finirla" Disse fissando i miei occhi.

Di solito quelle discussioni finivano con quella sua affermazione, ma quella volta ero stanco.

Stanco di non ricevere una vera risposta, anche se la sapevo già.

"No, non lo so. So che se finisse, tu crolleresti e staresti più male del solito. Non piace nemmeno a me questa situazione, il fatto però è che, io ho bisogno di te”

"Non hai bisogno di me e anche se fosse, dovrai farci l’abitudine, perché io ti mollo ora." Concluse staccandosi dal mio collo e togliendo le mani che mi avvolgevano.

"No, io sto qui. Anche come amico, ma non me vado e basta" aggiunsi.

Quella conversazione finì con tanti, forse troppi, baci lunghi e con degli abbracci infiniti e veri.

Stavamo assieme da un anno, c’eravamo conosciuti al lago vicino a casa sua e m’innamorai dei suoi occhi dal primo giorno.

Azzurri.

I suoi occhi erano azzurro ghiaccio, delle volte diventavano così grigi che assomigliavano alla neve e se la guardavi saresti potuto rimanere a fissarla per ore.

Quel pomeriggio lo passammo assieme, ma fu anche l’ultimo.

Era malata di leucemia da sette mesi e quella sera alle 20:57 sua madre mi chiamò con le lacrime in volto e una voce che definire disperata, sarebbe solo un diminutivo.

Mi disse solo “È morta, non c’è l’ha fatta..”

Il mondo in quell’istante, mi crollò addosso.

In quel momento quello che stava crollando, ero io e non potevo fare nulla.

Quel nulla che ancora dopo un anno, non è ancora uscito dalla mia testa e cerca ancora quegli occhi che mi incantavano con un solo sguardo.

"
©
A snazzyspace.com Theme A snazzyspace.com Theme